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La storia
Per narrare i fatti che
hanno connotato l'inizio delle apparizioni della "Mamma della
Pace"
ci avvaliamo del racconto di due testimoni che li hanno, molto da vicino,
vissuto in prima persona.
In particolare, utilizziamo alcune parti del libro con cui essi hanno
fatto memoria di quei primi eventi:
"La Mamma della Pace"
di Ugo Buganza e Silvano Marini.
Il libro è stato edito dalla nostra 'Associazione nel Luglio 1989.

La Mamma
della Pace
Capitolo 1
UN SOGNO RIVELATORE
"Vieni Ida!".
Le parole della Signora sono così dolci che Ida C. non può fare a meno di obbedire e
cominciare a seguirla. Le due donne percorrono tranquillamente un lungo tratto di strada,
ma nessuna apre bocca.
Ida è in attesa di vedere dove laltra la vuole condurre.
Si guarda attorno e riconosce la campagna di Gargallo, minuziosamente coltivata a
granoturco e foraggio. Piccoli fossati coperti di erba, dove lentamente scorre
unacqua verdastra a causa della folta vegetazione che la circonda, dividono gli
appezzamenti di terreno.
Il silenzio regna sovrano nella bucolica distesa, rotto solamente dal brusio dei molti
insetti e dal gracidare di qualche rana.
Un po alla volta le donne abbandonano la strada asfaltata e si inoltrano lungo un
sentiero battuto solo dal trattore.
Ida non conosce laltra Signora, ma sente di potersi fidare di Lei ed intuisce che si
tratta di un momento importante per la sua vita.
Finalmente arrivano alla Cappella della "Madonna della Febbre" in Via Rubiera a
Cantone di Gargallo.
Qui la dolce compagna di viaggio si ferma ed indica un punto di fronte alla Cappella
lontano circa quattrocento metri. Si tratta di una curva della via Pioppelle, un altro
viottolo erboso che conduce in mezzo ai campi.
Oggi, a poca distanza, passa lautostrada che collega il Brennero a Modena: si
sentono i rombi dei motori che passano.
Anni addietro in quel punto stavano due colonne di accesso ad un vecchio fabbricato
colonico, una delle quali era già caduta, mentre laltra rimaneva, ma era
pericolante.
"Là si troverà un tesoro" rivela improvvisamente la Signora e, senza
aggiungere altro, scompare alla vista della sbigottita Ida.
"Dove sei andata? Chi sei? " grida la povera donna impaurita, ma nessuno
risponde.
Si sente invece chiamare dal marito che la scuote con forza: "Ida, svegliati, che
cosè successo? Ti senti male?".
Ella apre gli occhi e scopre dessere nel suo letto.
"Dovè la Signora?" chiede confusa.
"Quale Signora? ribatte il marito E stato solo un sogno, adesso
è passato, calmati!".
La donna però è troppo agitata: quello non era stato un sogno come gli altri e, tutto
dun fiato, lo racconta al marito.
Luomo ascolta sorpreso dalla ricchezza di particolari con cui la moglie ricorda lo
strano incubo.
"Ma chi era quella Signora?" chiede alla fine.
"Non lo so risponde -. Non me lha detto, ma per me era la
Madonna!".
"Non dire bestemmie! la rimprovera lui -. Il proverbio dice: " scherza
coi fanti, ma lascia stare i santi!".
"Eppure sento che è così insiste laltra -. Ti ricordi che su quella
colonna di Via Pioppelle cera limmagine della Vergine Maria?".
"Sì annuisce luomo -. Adesso qualcuno lha tolta, ma si racconta
che, tempo fa, ve laveva messa una donna per ringraziare la Vergine di una grazia
ricevuta. Pare che la donna, proprio in quel punto, fosse caduta in bicicletta rimanendo
però incolume. Allora, pensando si trattasse di una grazia ricevuta, vi ha posta
limmagine sacra".
"Vedi insiste la moglie in quel punto cè qualcosa di misterioso
ci potrebbe essere nascosto un tesoro".
"Vuoi che la Madonna scenda dal Cielo per un motivo così venale?" commenta il
marito.
"Non so ammette Ida forse vuole che col ricavato venga costruita una
chiesa in suo onore".
La discussione prosegue finchè concludono di fare prima o poi una visita al luogo
indicato dal sogno.
Siamo nel 1971, Ida C., abitante in Gargallo, ha cinquantanni. Lavora come mondina e
magliaia, per parecchi anni e tiene una famiglia con marito e due figli.
In paese è stimata come mamma esemplare e vera credente.
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Nellestate del 1971 con il marito decide, dunque, di fare unispezione sul
luogo indicato dal sogno.
Quando il proprietario del terreno in Via Pioppelle, se la vede davanti con la strana
richiesta di poter levare la colonna situata nella sua proprietà, non può fare a meno di
scoppiare in una sonora risata:
"Che cosa ci sarebbe lì sotto? Un tesoro?" chiede scherzosamente.
"Proprio così! insiste Ida Me lha rivelato una celeste Signora
apparsami in sogno".
"Se cè qualcosa te ne daremo una parte interviene il marito e se
nulla troveremo, nulla ci avrai rimesso!".
Cedendo allinsistenza dei due, il proprietario del terreno acconsente allo scavo, ma
vuole essere presente, sebbene non creda che lì sotto ci sia qualcosa.
Il giorno fissato i due coniugi, muniti di piccone e badile, si presentano e cominciano a
scavare sotto locchio scettico e divertito del padrone. Viene rimossa la colonna,
perforato il terreno in lungo e in largo, ma di tesori e di oggetti preziosi nemmeno
lombra.
Arrivata la sera devono desistere e tristi e delusi ritornano a casa.
"Siete convinti, adesso? schernisce il padrone del terreno abbiamo
perduto una giornata, almeno ricordiamo che i sogni rimangono sogni per quanto belli
siano".
Da quel giorno Ida rinuncia ad ogni ulteriore ricerca, ma conserva nel cuore il segreto di
quello strano sogno, nella convinzione che, prima o poi, la Dolce Signora sarebbe tornata
per far luce alla verità.
(Capitolo
2)

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