Mamma della Pace
Apparizioni Mariane in Gargallo di Carpi (Modena)
ITALIA
dal 03/12/1984 al 27/06/1993

 
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La storia

Per narrare i fatti che hanno connotato l'inizio delle apparizioni della "Mamma della Pace"
ci avvaliamo del racconto di due testimoni che li hanno, molto da vicino, vissuto in prima persona.

In particolare, utilizziamo alcune parti del libro con cui essi hanno fatto memoria di quei primi eventi:
"La Mamma della Pace"
di Ugo Buganza e Silvano Marini.
Il libro è stato edito dalla nostra 'Associazione nel Luglio 1989.

 

La Mamma della Pace

Capitolo 1

UN SOGNO RIVELATORE

"Vieni Ida!".
Le parole della Signora sono così dolci che Ida C. non può fare a meno di obbedire e cominciare a seguirla. Le due donne percorrono tranquillamente un lungo tratto di strada, ma nessuna apre bocca.
Ida è in attesa di vedere dove l’altra la vuole condurre.
Si guarda attorno e riconosce la campagna di Gargallo, minuziosamente coltivata a granoturco e foraggio. Piccoli fossati coperti di erba, dove lentamente scorre un’acqua verdastra a causa della folta vegetazione che la circonda, dividono gli appezzamenti di terreno.
Il silenzio regna sovrano nella bucolica distesa, rotto solamente dal brusio dei molti insetti e dal gracidare di qualche rana.
Un po’ alla volta le donne abbandonano la strada asfaltata e si inoltrano lungo un sentiero battuto solo dal trattore.
Ida non conosce l’altra Signora, ma sente di potersi fidare di Lei ed intuisce che si tratta di un momento importante per la sua vita.

Finalmente arrivano alla Cappella della "Madonna della Febbre" in Via Rubiera a Cantone di Gargallo.
Qui la dolce compagna di viaggio si ferma ed indica un punto di fronte alla Cappella lontano circa quattrocento metri. Si tratta di una curva della via Pioppelle, un altro viottolo erboso che conduce in mezzo ai campi.
Oggi, a poca distanza, passa l’autostrada che collega il Brennero a Modena: si sentono i rombi dei motori che passano.
Anni addietro in quel punto stavano due colonne di accesso ad un vecchio fabbricato colonico, una delle quali era già caduta, mentre l’altra rimaneva, ma era pericolante.
"Là si troverà un tesoro" rivela improvvisamente la Signora e, senza aggiungere altro, scompare alla vista della sbigottita Ida.

"Dove sei andata? Chi sei? " grida la povera donna impaurita, ma nessuno risponde.
Si sente invece chiamare dal marito che la scuote con forza: "Ida, svegliati, che cos’è successo? Ti senti male?".
Ella apre gli occhi e scopre d’essere nel suo letto.
"Dov’è la Signora?" chiede confusa.
"Quale Signora? – ribatte il marito – E’ stato solo un sogno, adesso è passato, calmati!".
La donna però è troppo agitata: quello non era stato un sogno come gli altri e, tutto d’un fiato, lo racconta al marito.
L’uomo ascolta sorpreso dalla ricchezza di particolari con cui la moglie ricorda lo strano incubo.

"Ma chi era quella Signora?" chiede alla fine.
"Non lo so – risponde -. Non me l’ha detto, ma per me era la Madonna!".
"Non dire bestemmie! – la rimprovera lui -. Il proverbio dice: " scherza coi fanti, ma lascia stare i santi!".
"Eppure sento che è così – insiste l’altra -. Ti ricordi che su quella colonna di Via Pioppelle c’era l’immagine della Vergine Maria?".
"Sì – annuisce l’uomo -. Adesso qualcuno l’ha tolta, ma si racconta che, tempo fa, ve l’aveva messa una donna per ringraziare la Vergine di una grazia ricevuta. Pare che la donna, proprio in quel punto, fosse caduta in bicicletta rimanendo però incolume. Allora, pensando si trattasse di una grazia ricevuta, vi ha posta l’immagine sacra".
"Vedi – insiste la moglie – in quel punto c’è qualcosa di misterioso … ci potrebbe essere nascosto un tesoro".
"Vuoi che la Madonna scenda dal Cielo per un motivo così venale?" commenta il marito.
"Non so – ammette Ida – forse vuole che col ricavato venga costruita una chiesa in suo onore".
La discussione prosegue finchè concludono di fare prima o poi una visita al luogo indicato dal sogno.
Siamo nel 1971, Ida C., abitante in Gargallo, ha cinquant’anni. Lavora come mondina e magliaia, per parecchi anni e tiene una famiglia con marito e due figli.
In paese è stimata come mamma esemplare e vera credente.

 

  I MESSAGGI 
  Che cosa sono
 
Come sono stati riprodotti

  I TESTI DEI MESSAGGI 

  - anno 1986
  - anno 1987
  - anno 1988
  - anno 1989
  - anno 1990
  - anno 1991
  - anno 1992
  - anno 1993
 
 

  LA VICENDA
  La storia:
   - Capitolo 1
   - Capitolo 2
   - Capitolo 3
   - Capitolo 4
   - Capitolo 5
   - Capitolo 6

  La località

  Il veggente
 

 
L'ASSOCIAZIONE
  I Figli della Mamma della Pace
  "Il Richiamo della Mamma"
  Le pubblicazioni
  Album
 

  IL SANTO ROSARIO
  Esposizione dei Misteri
 
Misteri Gaudiosi
 
Misteri  Dolorosi
 
Misteri Gloriosi
 
Misteri Luminosi

 
Rosarium Virginis Mariae
 
( lettera apostolica di
  Giovanni Paolo II )


 
Litanie Lauretane
 
   

 

 

 

 

Nell’estate del 1971 con il marito decide, dunque, di fare un’ispezione sul luogo indicato dal sogno.
Quando il proprietario del terreno in Via Pioppelle, se la vede davanti con la strana richiesta di poter levare la colonna situata nella sua proprietà, non può fare a meno di scoppiare in una sonora risata:
"Che cosa ci sarebbe lì’ sotto? Un tesoro?" chiede scherzosamente.
"Proprio così! – insiste Ida – Me l’ha rivelato una celeste Signora apparsami in sogno".
"Se c’è qualcosa te ne daremo una parte – interviene il marito – e se nulla troveremo, nulla ci avrai rimesso!".
Cedendo all’insistenza dei due, il proprietario del terreno acconsente allo scavo, ma vuole essere presente, sebbene non creda che lì sotto ci sia qualcosa.


Il giorno fissato i due coniugi, muniti di piccone e badile, si presentano e cominciano a scavare sotto l’occhio scettico e divertito del padrone. Viene rimossa la colonna, perforato il terreno in lungo e in largo, ma di tesori e di oggetti preziosi nemmeno l’ombra.
Arrivata la sera devono desistere e tristi e delusi ritornano a casa.
"Siete convinti, adesso? – schernisce il padrone del terreno – abbiamo perduto una giornata, almeno ricordiamo che i sogni rimangono sogni per quanto belli siano".
Da quel giorno Ida rinuncia ad ogni ulteriore ricerca, ma conserva nel cuore il segreto di quello strano sogno, nella convinzione che, prima o poi, la Dolce Signora sarebbe tornata per far luce alla verità.

(Capitolo 2)