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La Mamma
della Pace
Capitolo 6
IL SACRO CUORE
SANGUINA
Arriva frattanto la vigilia di
Natale. Il gruppo, che si è notevolmente infoltito, si reca in via Pioppelle.
Le persone sono munite di pile, vista la sera tarda e buia.
Tutti gli intervenuti si impegnano nella ricerca di quanto preannunciato dalla
Madonna, la delusione si fa strada nei loro cuori poiché nulla è dato
ritrovare, si inizia il S. Rosario e subito dopo la Mamma appare a Gianni ed
invita nuovamente a "guardare bene".
Subito riprendono le ricerche e dopo poco Angelo trova in un punto, dove si era
già controllato accuratamente, una immagine del S. Cuore di Gesù.
E’ un foglio doppio, con sul retro l’immagine della Madonna Ausiliatrice e
nelle facciate interne vi è scritta una preghiera.
L’immagine del Sacro Cuore è sporca di colore rosso, tanto che Angelo pensa
sia rossetto, e per continuare la ricerca della scatola promessa dalla Madonna,
infila l’immagine nella tasca dei pantaloni.
Un attimo dopo la Mamma, per mezzo di Gianni, lo richiama con voce implorante:
"Angelo! Angelo … ".
L’uomo si avvicina e subito: "Non ti sei accorto che sull’immagine del
Sacro Cuore c’è del sangue?".
Egli toglie da tasca il foglio e guardando con attenzione solo allora si rende
conto che, proprio al centro del Cuore, vi è una goccia di sangue ancora
liquido.
Inoltre, di sangue vi sono tracce anche sui bordi esterni, come se cadendo si
fosse diffuso attorno.
La mamma continuando aggiunge:
"Angelo, tienilo pari, con la massima cura … sta attento, non far cadere
quel sangue, è il sangue di Gesù".
L’uomo, preso tra la voglia di credere e il dubbio per ciò che la Mamma in
precedenza aveva annunciato, risponde: "Scusa, Mamma, avevi detto che
avremmo trovato una scatola luccicante con dentro il Sacro Cuore, vivo. Invece,
perdonami se dubito e perdona questa mia delusione ...".
Ed ecco la risposta: "Adesso fate fatica a capire, ma verrà il tempo che
capirete … Questa sera il Signore Gesù vi ha fatto un dono molto più grande
".
Poi aggiunge: "Figlioli, prima di voi è passato un sacrilego che ha
portato via il cofanetto, ma non avrà pace e lo riporterà indietro. Io ho
trasformato il contenuto in quell’immagine, figlioli. Quello è il Sacro Cuore
di Gesù, abbiatene molta cura, ora tornate a casa ".
Sconvolti tornano a casa con nel cuore tante domande alle quali non trovano per
il momento risposte, ma anche con tanta speranza.
A casa la Mamma parla ancora a Gianni cercando di allontanare i dubbi e gli
raccomanda di depositare l’immagine sul fondo del cofanetto di marmo preparato
in precedenza.
Ancora oggi il Sacro Cuore di Gesù è adagiato nel cofanetto, sopra un
corporale, messo a disposizione da Fra Serafino, un religioso che seguiva da
qualche tempo i fatti, dispiaciuto nel vedere il sangue di Gesù scorrere sul
nudo marmo.
Nel giro di quindici giorni,
sempre su indicazioni della Mamma, i fedeli trovano in Via Pioppelle e in
un’altra strada attigua, ciò che qualcuno aveva rubato quella sera: anzitutto
la parte superiore di una scatola a forma di cuore e poi la parte inferiore,
tutte e due schiacciate con evidenti colpi di martello.
All’interno appaiono tracce di sangue che il sacrilego aveva cercato
sicuramente di pulire in ogni modo, anche grattando la superficie con un ferro,
ma non ci era riuscito.
Ciò che verrà trovato in quei giorni è tuttora conservato.
Dalla sera del 24 dicembre 1984, nella quale fu ritrovata l’immagine, e fino
al 6 luglio 1986, questa ha sanguinato per altre quattordici volte e sempre
sotto lo sguardo di tutti i presenti.
Le prime due sanguinazioni sono avvenute in casa di Pina, durante la preghiera.
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Seconda sanguinazione
Le altre (fotografie
scattate, N.d.R.) in via Pioppelle dove, con un rito suggerito dalla Mamma,
viene mostrata in un primo momento l’immagine asciutta del cofanetto, poi lo
si ricopre e, dopo la preghiera, viene sollevata e mostrata da un bambino
presente nel gruppo.
L’immagine si scorge allora coperta in parte di sangue nuovo, caldo, sgorgato
dal Cuore di Gesù.
L’ultima volta, il 15 luglio 1986, erano presenti più di trecento persone.
Dopo quella sera la Mamma parlò più volte della sanguinazione spiegando che
avverrà ancora, ma il prodigio, questa volta, dev’essere meritato e preparato
dai fedeli.
Nei giorni immediatamente successivi al Natale 1984 il flusso di persone in via
Pioppelle aumenta grazie al diffondersi della notizia del miracoloso
ritrovamento.
La Mamma suggerisce e consiglia che d’ora in poi tutti i messaggi trasmessi
tramite Gianni, siano raccolti per iscritto in un apposito quaderno.
Vengono poi trasmessi periodicamente alle autorità ecclesiastiche e, in un modo
particolare, al Vescovo di Carpi, Mons. Alessandro Maggiolini, e al Vescovo
emerito Mons. Artemio Prati.
La Mamma già nel luglio 1985 avverte Gianni e, tramite lui tutti, che verrà più
saltuariamente.
Tuttavia fino al 2 agosto continua ad apparire ogni sera.
Dopo questa data le apparizioni avvengono quasi con cadenza quindicinale e
sempre di sera verso le ore 21,30 – 22,00. Ogni sera, per assicurare i fedeli,
la Mamma preannuncia la data del suo ritorno.
Nel frattempo in una apparizione la Mamma chiede a Gianni una prova della loro
fede.
Esprime chiaramente il desiderio che nel luogo da Lei indicato in via Pioppelle
sia costruita una Stele.
Dopo l’inverno, il 25 aprile 1986 si iniziano i lavori sul volontariato di
alcuni muratori.
Finalmente il 1° maggio (1986, N.d.R.) si celebra l’inaugurazione.
Soprattutto stupisce il modo con cui la Mamma parla attraverso Gianni, che, come
Lei stessa dice nel messaggio del 6 giugno 1986: "Ripete ciò che io gli
sto dicendo".
Così avviene solo in quattro luoghi nel mondo, come la Madonna ha precisato
nello stesso messaggio.
Tutti i presenti sentono ciò che la Mamma dice perché il messaggio viene
ascoltato e simultaneamente ripetuto, frase per frase, mediante un sistema di
amplificazione.
(questo racconto è
tratto dai primi 6 capitoli del libro "La Mamma della Pace" Storia e
personaggi, edito dall’Associazione "Figli della Mamma della Pace"
nel luglio 1989 e curato da Ugo Buganza e Marini Silvano)
(Capitolo
1) (Capitolo
2) (Capitolo
3) (Capitolo
4) (Capitolo
5)
(Appendice)

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